Sistema di body cam della Polizia Locale: il parere del Garante per la protezione dei dati personali

DiAnnamaria Palumbo

Sistema di body cam della Polizia Locale: il parere del Garante per la protezione dei dati personali

Il provvedimento del 4 dicembre 2025 rappresenta un importante intervento del Garante volto a tutelare i diritti alla privacy nell’ambito dell’adozione di tecnologie di sorveglianza da parte delle forze di polizia locali. La complessità e la delicatezza del trattamento dei dati personali con finalità di polizia richiedono rigorose valutazioni di impatto e misure di sicurezza avanzate, affinché tali strumenti siano utilizzati nel pieno rispetto della normativa e della tutela degli interessati.

Il 4 dicembre 2025, il Garante per la protezione dei dati personali ha emesso il provvedimento n. 743 riguardante la valutazione di impatto sulla protezione dei dati personali (DPIA) relativa al sistema di videocamere operative individuali (body cam) destinato agli agenti della Polizia Locale del Comune di Pescara.

Contesto normativo e oggetto della valutazione

Il provvedimento si basa sul Regolamento UE 2016/679 (GDPR), sul Codice in materia di protezione dei dati personali (D.lgs. 196/2003 e successive modifiche) e sulla direttiva UE 2016/680, recepita dal D.lgs. 51/2018, che disciplina il trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti per finalità di prevenzione, indagine e accertamento di reati.

Il Comune di Pescara aveva presentato al Garante una quarta versione della DPIA, redatta in risposta a precedenti osservazioni, con l’obiettivo di implementare un sistema di body cam per gli agenti della Polizia Locale, finalizzato alla raccolta di prove nell’ambito delle attività di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria.

Principali caratteristiche del sistema e trattamento dei dati

Il sistema prevede l’uso di videocamere portatili da parte di agenti specificamente autorizzati, con registrazioni in luoghi pubblici e privati in circostanze legittimate dalla legge, quali situazioni di pericolo, arresti in flagranza, perquisizioni e altre attività di polizia giudiziaria. Le immagini registrate sono destinate ad acquisire prove, proteggere l’incolumità degli operatori e garantire i diritti di difesa.

I dati trattati includono immagini video, dati temporali e geolocalizzazione (GPS), senza l’uso di tecnologie di riconoscimento facciale. Le registrazioni devono essere conservate per un massimo di 24 ore in assenza di fatti criminosi, e fino a 7 giorni o oltre se trasmesse all’Autorità Giudiziaria.

Il trattamento è fondato su basi giuridiche specifiche, tra cui l’articolo 6 del GDPR (interesse pubblico) e il D.lgs. 51/2018, con riferimento anche al decreto-legge n. 14/2017 in materia di sicurezza urbana.

Criticità evidenziate dal Garante

Nonostante l’evoluzione della DPIA, il Garante ha sottolineato numerose criticità persistenti:

  • Ambiguità e riferimenti contraddittori alle fonti normative, con confusione tra Regolamento UE e Decreto specifico per finalità di polizia.
  • Mancata indicazione della durata di conservazione dei log delle operazioni sul sistema.
  • Assenza di spiegazioni riguardo alla presenza di SIM nelle body cam, sollevando dubbi sulla trasmissione e sicurezza dei dati.
  • Insufficiente documentazione tecnica e chiarimenti relativi alla sicurezza informatica, in particolare sul sistema cloud utilizzato, la gestione delle chiavi crittografiche e la possibilità di accesso remoto da Paesi terzi, che potrebbe configurare un trasferimento illecito di dati.
  • Inadeguatezza delle misure organizzative per la tempestiva cancellazione delle registrazioni non necessarie, con previsione di rinvii per turnazioni o festività ritenuti non giustificati.
  • Discrepanze nelle modalità di conservazione dei dati tra DPIA e Disciplinare, con descrizioni generiche e non dettagliate delle misure di sicurezza adottate.

Esito del provvedimento

Alla luce delle persistenti lacune e dei rischi per la protezione dei dati personali degli interessati, il Garante ha espresso parere non favorevole alla DPIA presentata dal Comune di Pescara per il sistema body cam destinato alla Polizia Locale.

Il provvedimento invita pertanto il Comune a fornire ulteriori chiarimenti, documentazioni tecniche e ad adottare misure correttive per garantire la conformità del trattamento alle normative vigenti in materia di privacy e protezione dei dati personali.

✍️ Punti chiave da considerare per i Comuni e gli enti locali:

🔹 Valutazione DPIA rigorosa: trattandosi di trattamento ad alto rischio, la DPIA deve essere redatta con approfondimento tecnico, documentazione puntuale e inviata preventivamente al Garante. Una DPIA incompleta o generica espone l’ente a pareri non favorevoli e quindi a potenziali responsabilità.

🔹 Chiarezza delle basi giuridiche: occorre un’attenta lettura delle norme di riferimento (GDPR art. 6, D.lgs. 51/2018, ecc.) e degli scenari di utilizzo legittimo delle riprese.

🔹 Misure di sicurezza e trasferimenti di dati: il caso ha evidenziato criticità tecniche quali l’assenza di specifiche sulla sicurezza informatica, la gestione delle chiavi crittografiche, la presenza di SIM e la possibilità di accessi da Paesi terzi. Questi aspetti possono determinare un trattamento non conforme e il rigetto della DPIA.

🔹 Conservazione e proporzionalità: è fondamentale definire in modo trasparente i periodi di conservazione e le condizioni di cancellazione dei dati non pertinenti alle finalità istituzionali.

👉 Prima di implementare sistemi di body-cam, è pertanto opportuno:

  • verificare i presupposti di liceità e proporzionalità;
  • aggiornare i disciplinari interni;
  • coinvolgere il Responsabile della protezione dei dati (DPO/RPD) fin dalle fasi progettuali.


#Privacy #GarantePrivacy #Bodycam #PoliziaLocale #ComuniMarche #ComuniUmbria #SegretariComunali #GDPR #ProtezioneDeiDati #DPIA #InnovazionePA #DPO

Info sull'autore

Annamaria Palumbo administrator

Lascia una risposta